Niente più sughero.

Niente più sughero.

Nuova conseguenza del cambiamento climatico?

Pochi conoscono che cosa e come si ricava il Sughero, un materiale preziosissimo che la natura ci ha donato e che, a partire da quest’anno, forse non rivedremo più, almeno in Sicilia.

Un nuovo tassello del cambiamento climatico si sta forse incasellando in uno scenario sempre più preoccupante ed un futuro sempre più buio.

Di cosa stiamo parlando?

Stiamo parlando della Quercia da sughero – o sughera – un bellissimo albero sempreverde, appartentente alla famiglia delle Fagacee – quella famiglia di Faggi che rappresentano una componente fondamentale delle foreste temperate dell’emisfero Nord – molto longevo e sempreverde.

La caratteristica di questo bellissimo albero è l’incredibile sviluppo della sua scorza (in termine tecnico si chiama ritidoma), che non si stacca dalla corteccia e con quest’ultima crea il famoso “sughero”.

Asportazione Sughero

Questo “sughero” cresce con il tempo e non dappertutto: solo i rami non più giovani cominciano a coprirsi di questo materiale che passa nel giro di pochi anni dal colore grigio perla al grigio scuro, per diventare il cosiddetto sughero maschio o sugherone.

Una volta rimosso, ogni anno dal fellogeno si creano nuovi strati di tessuto suberoso che creano il sughero femmina, o sughero gentile, un rivestimento più compatto e regolare, usato soprattutto per fare tappi di alta qualità dei vini più pregiati.

Ora, dovete sapere che l’asportazione del Sughero è un’arte antica e si esegue una volta ogni 8-10 anni e rappresenta un’attività molto importante per svariati motivi: solo mani esperti e regolamentazioni severe possono garantire il mantenimento della qualità e quantità della produzione di questo materiale cosi ricercato

Quest’anno, per la prima volta a memoria d’uomo, la sughereta non ha dato nessun sughero…tutto – o quasi – è risultato secco, da buttare.

I contadini sono rimasti sbalorditi, una cosa mai accaduta prima e le notizie di questi luoghi risalgono al 1556, pertanto esiste una buona memoria storica della proprietà e delle sue vicissitudini.

La sughereta in questione si trova nella parte orientale della provincia di Palermo, sulle Madonie tra Castelbuono e Geraci Siculo, nella Masseria Pintorna, segnalata l’anno scorso al Fai come “Luogo del Cuore”.

Abbiamo contattato un agronomo di fama internazionale per avere informazioni più dettagliate, a breve pubblicheremo l’intervista.

Il Prof. Ruiu, della Stazione Sperimentale di Tempio Pausania, riservandosi di verificare sul posto la presenza o meno di patogeni, ritiene “…altamente probabile che una condizione di protratta siccità, quale quella che si sta verificando nella zona, inibisca la pianta dall’assorbire l’acqua necessaria al Suo fabbisogno, rallentando il ciclo di formazione delle nuove foglie…”

In altri termini, “… la pianta non è nella condizione vegetale di “succo”, la linfa rallenta troppo la sua attività e gli strati corticali non sono sufficientemente imbevuti.

Difatti la circostanza suddetta si dimostra dopo le varie prove effettuate, dove il tronco nudo si ritrova asciutto.

Il Professore fa altresi preseente che “…la Legge sulla Sughera è del 1956 (n.759/56) e ad oltre 60 anni dalla sua entrata in vigore e tenuto conto dei gravi cambiamenti del cambiamento climatico andrebbe assolutamente cambiata, al fine di differenziare, anticipare o prolungare i tempi di decortica“.

Ancora una volta restiamo sorpresi da quanto sta accadendo intorno a noi…gli effetti previsti relativamente al cambiamento climatico sono spaventosi, ma ancor di più spaventano quelli che non sono considerati o a cui pochi pongono attenzione.

Non tutti capiranno…ma a me viene in mente quella situazione in cui “…le configurazioni iniziali della curva frattale offrono scarse indicazioni sulla struttura matematica sottostante…“.

Occhio alle conseguenze gente.

Antonio Bernabei

Antonio Bernabei

Laureato in Giurisprudenza, si specializza in Knowledge management nel campo dell'economia e dell'informazione. Sta sviluppando un modello di analisi nel campo dell' Io Digitale per la gestione, raccolta ed utilizzo dei dati come patrimonio individuale. Si occupa di raccogliere dati sull'informazione scientifica legata al mondo dell'alimentazione biologica e cambiamento climatico.



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